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Breve storia delle regate veliche

Il 22 agosto 1851 una goletta dallo scafo nero chiamata America tagliò il traguardo al largo di Cowes davanti a quindici tra i migliori yacht del Royal Yacht Squadron, dopo 53 miglia attorno all'isola di Wight. La regina Vittoria, che seguiva la regata dal panfilo reale, avrebbe chiesto chi fosse secondo; la risposta — Maestà, non esiste un secondo — viene citata da allora a ogni premiazione. La brocca d'argento cesellata che gli americani portarono a casa divenne la Coppa America, il trofeo più antico dello sport internazionale, e il giro dell'isola di Wight il mito fondativo di uno sport che oggi schiera monoscafi su foil a 35 nodi e navigatori solitari lanciati senza scalo attorno al pianeta.

Prima del 1851: gentiluomini, scommesse e il Water Club

Le regate precedono la Coppa America di oltre un secolo. Il Water Club of the Harbour of Cork — oggi Royal Cork Yacht Club — fu fondato nel 1720 ed è generalmente riconosciuto come il più antico yacht club del mondo; le sue evoluzioni di squadra erano tanto parata navale quanto competizione. In Inghilterra la Cumberland Fleet regatava sul Tamigi dal 1775, e il club fondato nel 1815 alla Thatched House Tavern divenne nel 1833 il Royal Yacht Squadron, con sede a Cowes sull'isola di Wight. La regata di quell'epoca era una scommessa tra gentiluomini facoltosi: grandi cutter e golette con equipaggi professionisti, puntate altissime e compensi negoziati più che calcolati. La Cowes Week, disputata per la prima volta nel 1826, sopravvive da quel mondo e resta una delle regate più longeve in assoluto.

La Coppa America: 132 anni di difesa americana

Dopo il 1851 la Coppa divenne un trofeo di sfida — e per 132 anni il New York Yacht Club non la perse mai, la più lunga serie vincente della storia dello sport. Le difese produssero barche e personaggi leggendari: gli immensi sloop di Classe J degli anni Trenta come Ranger ed Endeavour, i cinque valorosi fallimenti di Sir Thomas Lipton con i suoi Shamrock tra il 1899 e il 1930, e l'era dei 12 Metri Stazza Internazionale corsa al largo di Newport, Rhode Island. La serie finì nel settembre 1983, quando Australia II — con la segreta chiglia alata uscita dallo studio di Ben Lexcen — batté il Liberty di Dennis Conner 4 a 3 dopo essere stata sotto 3 a 1: un epilogo che stravolse i palinsesti televisivi australiani ed entrò nella storia della Coppa. Per l'Italia il momento fondativo arrivò proprio in quegli anni: Azzurra, sfidante a Newport nel 1983, accese una passione nazionale che Luna Rossa alimenta ancora oggi. Da allora la Coppa ha viaggiato per San Diego, Auckland, Valencia e Barcellona, e le barche sono mutate dai 12 Metri ai catamarani fino agli attuali AC75, monoscafi volanti sostenuti da bracci idraulici che superano i 50 nodi.

Le classiche d'altura: Fastnet, Hobart, Bermuda

Mentre la Coppa occupava i milionari, la vela d'altura nacque da un impulso diverso: dimostrare che equipaggi amatoriali potevano regatare su piccole barche in mare aperto. La Bermuda Race partì nel 1906, 635 miglia dalla costa orientale americana attraverso la Corrente del Golfo. La prima Fastnet si corse nel 1925 — 605 miglia da Cowes attorno allo scoglio del Fastnet, a sud-ovest dell'Irlanda, e ritorno a Plymouth (oggi l'arrivo è a Cherbourg) — e portò direttamente alla fondazione del Royal Ocean Racing Club. La Sydney Hobart, 628 miglia lungo la costa australiana e attraverso lo stretto di Bass, iniziò nel 1945 come crociera in compagnia e divenne la grande istituzione del 26 dicembre dell'emisfero australe. In Mediterraneo, la Giraglia — da Saint-Tropez attorno allo scoglio a nord della Corsica fino a Genova — è dal 1953 la classica di casa nostra. Queste regate impartirono allo sport anche le lezioni più dure: la tempesta della Fastnet 1979 uccise quindici velisti e rivoluzionò dotazioni di sicurezza, norme di stabilità e addestramento, lezioni che la Sydney Hobart del 1998, con sei morti, confermò crudelmente.

Correre da soli: da Chichester al Vendée Globe

La regata oceanica in solitario nacque come trovata giornalistica e divenne la prova più pura dello sport. La prima OSTAR, transatlantica in solitario, si corse nel 1960 e fu vinta da Francis Chichester in 40 giorni. Nel 1966-67 Chichester girò il mondo con un solo scalo su Gipsy Moth IV, e nel 1968-69 il Golden Globe del Sunday Times pretese il senza scalo: di nove partenti finì solo Robin Knox-Johnston, dopo 312 giorni di mare, mentre Bernard Moitessier, in testa, abbandonò la regata e proseguì verso Tahiti — gesto rimasto leggendario. Il discendente moderno di quella prova, il Vendée Globe, fondato da Philippe Jeantot nel 1989, lancia ogni quattro anni da Les Sables-d'Olonne skipper in solitario, senza scalo e senza assistenza, attorno ai tre grandi capi. Armel Le Cléac'h fissò nel 2017 un record longevo di 74 giorni; nell'edizione 2024-25 Charlie Dalin lo ha polverizzato, chiudendo in poco più di 64 giorni su un IMOCA 60 volante.

Guerre di stazza: regolamenti e classi monotipo

Gran parte della storia delle regate è il racconto poco glamour delle formule di stazza — regole che permettono a barche diverse di gareggiare ad armi pari e che i progettisti sfruttano all'istante. La Stazza Internazionale del 1907 generò le classi metriche (6, 8 e 12 Metri), mentre l'America seguiva la Universal Rule, che regalò al mondo la Classe J. Il dopoguerra corse sotto le regole RORC e CCA, fuse nel 1970 nello IOR, che dominò gli anni Settanta e Ottanta prima di morire della propria complessità. Le flotte d'altura odierne regatano in IRC, ORC o con compensi semplici, mentre le classi monotipo — dallo Star (1911) e dal Dragone (1929) fino alla deriva olimpica ILCA e al 49er — eliminano la questione alla radice rendendo identica ogni barca. La tensione tra libertà progettuale e regata equa e accessibile resta irrisolta dopo un secolo: ed è probabilmente proprio il motore del progresso dello sport.

L'era professionistica: giri del mondo in equipaggio

La Whitbread Round the World Race, corsa la prima volta nel 1973-74 con barche da crociera ed equipaggi amatoriali, si evolse nella professionalissima Volvo Ocean Race e nell'attuale The Ocean Race — un giro del mondo a tappe in equipaggio attraverso l'Oceano Australe, con scali da Città del Capo ad Auckland a Itajaí. Lungo la strada lo sport si professionalizzò: equipaggi stipendiati, team a terra, meteorologi che instradano le barche a distanza e purosangue in carbonio come i VO70, capaci di macinare oltre 600 miglia in 24 ore. La Francia costruì in parallelo un proprio universo di vela oceanica professionistica — la Route du Rhum (transatlantica in solitario verso la Guadalupa, dal 1978), la Transat Jacques Vabre e la Mini Transat per i bolidi di 6,50 metri — trasformando i suoi navigatori in eroi popolari come nessun altro paese.

La rivoluzione del volo

Il cambiamento più vistoso degli ultimi due decenni: le barche da regata hanno imparato a volare. Gli hydrofoil sollevano lo scafo fuori dall'acqua abbattendo la resistenza. La deriva Moth dimostrò il concetto negli anni Duemila, i catamarani AC72 della Coppa America 2013 a San Francisco lo portarono sul palcoscenico più grande, e gli AC75 di Emirates Team New Zealand completarono la metamorfosi. I foil si sono poi diffusi agli IMOCA 60 del Vendée Globe, ai catamarani F50 di SailGP — circuito di regate-stadio fondato nel 2019, dove si superano regolarmente i 50 nodi — e alle classi olimpiche con il Nacra 17 e la tavola iQFOiL. Una regata volante moderna non somiglia in nulla, esteriormente, al 1851; eppure l'essenziale non è cambiato: vento, acqua, un percorso e l'antichissima domanda su chi gira per primo la boa.

Sulla mappa

Le acque che hanno plasmato questa storia si regatano ancora oggi — il Solent davanti a Cowes, Port Phillip e il Derwent al termine della rotta per Hobart, il golfo di Biscaglia dove gli skipper del Vendée incassano i primi colpi d'Atlantico, la Giraglia a nord della Corsica. Aprite la mappa interattiva per esplorare questi luoghi leggendari accanto a migliaia di marina e destinazioni di crociera nel mondo, e organizzate il vostro pellegrinaggio sui campi di regata dove questo sport è nato.